La Diffusione Globale dei Rifiuti e Liquami Nelle Acque del Pianeta

05 Aprile

Solo nell’ultima decade o poco più si potrebbe dire che comincia ad essersi sviluppata una certa consapevolezza di come ci siamo avvicinati, o probabilmente abbiamo superato il punto di non ritorno.

☠☣ I nostri fiumi e mari sono infestati di rifiuti e liquami di ogni genere, risultato delle attività umane, sia tecnologiche che biologiche. Il grande problema è che ormai queste sostanze estranee e venefiche sono di fatto diventate parte del ciclo biologico, ovvero letteralmente parte degli organismi acquatici e, di conseguenza, di quelli terrestri, incluso l’uomo.

🗑 A peggiorare ancora la situazione, è ormai provato che i moti globali delle correnti degli oceani, fanno sì che materiali scaricati anche a migliaia di chilometri di distanza vengano raccolti e concentrati in immense aree dislocate ovunque sul globo terracqueo. Ad oggi, è comprovata l’esistenza di almeno sei maggiori isole di plastica o di spazzatura: 1) la “Great Pacific Garbage Patch” o “Pacific Trash Vortex”, nell’Oceano Pacifico, tra la California e l’Arcipelago delle Hawaii, che è la più grande isola di spazzatura del mondo, contenente tra i 3 e i 100 milioni di tonnellate di rifiuti; 2) la “South Pacific Garbage Patch” al largo delle coste del Cile e del Perù che ha una superficie di circa 2,6 milioni di kmq, pari a circa 8 volte la dimensione dell’Italia; 3) la “North Atlantic Garbage Patch” con ben 200.000 detriti per kmq; 4) la “South Atlantic Garbage Patch” che si trova tra l’America del Sud e l’Africa meridionale, coprendo un’area di oltre 1 milione di kmq; 5) l’ “Indian Ocean Garbage Patch” con una densità di 10.000 detriti per chilometro quadrato; infine, 6) l’ “Artic Garbage Patch” nel mare di Barents per rifiuti provenienti dall’Europa e dalle coste del Nord America.

⚠ A queste se ne aggiunge un’altra, collocata proprio nel nostro Mediterraneo, come confermato da una ricerca condotta dalle Università di Manchester, Durham e Brema, insieme al Centro Oceanografico Britannico. L’isola di plastica italiana si trova al largo dell’Arcipelago Toscano, alimentata dai rifiuti provenienti dall’Arno, dal Tevere e dal Sarno. La concentrazione dei rifiuti di plastica è maggiore e ciclica fra l’isola d’Elba e Corsica, soprattutto nei fondali, con picchi fino a 892.000 micro-frammenti per chilometro quadrato.

[foto: la Redazione.net]

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